La Chiesa prega, la Chiesa vuole pregare, desidera essere al servizio del più semplice ed insieme splendido dono dello Spirito umano, che si realizza nella preghiera. La pre­ghiera è, infatti, la prima espres­sione della verità interiore del­l'uomo, la prima condizione del­l'autentica libertà dello spirito ... La preghiera dà un senso a tutta la vita, in ogni suo momento, in o­gni circostanza” (29 ottobre 1978, Insegnamenti di Giovanni Paolo II, I,1978, pp. 78-79).
 

 

Questo istinto della Chiesa sembra andare di pari passo con gli innumerevoli inviti e le fondate testimonianze che, nel corso dei  secoli, i Papi hanno rivolto ai fedeli di ogni epoca e, oggi, sono rivolte a noi.

Possiamo quindi tranquillamente affermare che il rosario è una delle preghiere più antiche e amate dalla Chiesa e nella Chiesa.

Fin dal suo nascere, tutta la cristianità ha riconosciuto, e anche oggi riconosce, in questa preghiera il modo più sicuro e gradito a Dio per crescere nella fede vivendo fedelmente come figli prediletti della Vergine Madre.

“Il Rosario è contemplazione di Cristo nei suoi misteri, in intima unione con Maria Santissima” (Giovanni Paolo II il 14/10/2001), infatti è solo chiedendo alla  Vergine di condurci al Figlio che possiamo essere suoi veri figli ed è proprio attraverso la preghiera del rosario che Ella ci guida amorevolmente e pazientemente alla conoscenza dei misteri del Suo amatissimo Figlio.  

 

Grande emozione è per noi Domenicani quando si parla del rosario: preghiera nata dal cuore, dalla spiritualità e dalla predicazione dell’Ordine dei Frati Predicatori essa è “carne della nostra carne e osso delle nostra ossa”.

Ne siamo custodi "gelosi", chiamati a questa responsabilità dalla stessa Madre Chiesa.

Questa preghiera porta con sè tanti e tali tesori che, in poche righe, è impossibile pretendere di scoprirne il segreto: potremmo dire che il rosario racchiude in sé un prezioso abisso di amore e di sapienza…

 

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